Calut e Cav – novità per gli affitti turistici

Recenti disposizioni normative prevedono la distinzione tra categorie di strutture denominate brevemente “Cav” ovvero case vacanza, e sono classificate come  esercizi ricettivi aperti al pubblico gestiti in forma imprenditoriale organizzata e continuativa. Le Cav sono costituite da almeno 3 unità abitative poste nello stesso stabile o in stabili diversi siti nelle immediate vicinanze e facenti parte di zona territorialmente omogenea. Ciascuna unità abitativa è destinata all’ alloggio di turisti per una permanenza massima di tre mesi ed è composta da uno o più locali arredati, da servizi igienici e da cucina autonoma. Esse non presentano altri servizi aggiuntivi (esempio no ristorazione).

Classificate come  altre attività ricettive, che mantengono le caratteristiche di civile abitazione e non hanno necessità pertanto di cambio destinazione d’uso, sono invece gli esercizi di affittacamere e b&b .

Sono esercizi di affittacamere le strutture gestite da privati, anche abitualmente, i quali utilizzano l’abitazione di residenza per fornire alloggio ed, eventualmente, servizi complementari. Tali strutture possono avere non più di 6 camere ubicate nello stesso stabile per un massimo di dodici posti letto. È compreso nell’ esercizio di affittacamere l’affitto anche abituale di non più di due appartamenti mobiliati nello stesso stabile di residenza del titolare. Requisiti strutturali pubblicati in altro articolo.

I B&B, bed and breakfast, offrono anche servizio di alloggio e prima colazione esercitato  anche saltuariamente all’ interno dell’abitazione ove il titolare ha la residenza e dimora abitualmente, avvalendosi della normale organizzazione familiare, fornendo agli alloggiati esclusivamente cibi e bevande per la prima colazione. Tale attività  può essere svolta in non più di 3 camere (massimo triple)  per un max di otto posti letto, compresi due posti letto per bambini al di sotto dei dodici anni. Il soggiorno degli ospiti nei b&b non può superare i trenta giorni consecutivi.

Calut, ovvero, case locate ad uso turistico, sono invece quelle civili abitazioni che non rientrano nelle categorie suddette (affittacamere, Cav e b&b) e non sono soggette a particolari normative in ambito turistico, bensì sono collegate alle direttive che regolano le “locazioni”.

Questo comporta, l’esenzione, da parte dei proprietari, di ottemperare agli obblighi previsti in tema di legislazione turistica con riferimento alla compilazione delle comunicazioni periodiche Istat da fornire agli uffici del turismo, nonchè, gli ospiti di questa tipologia di alloggio sono esentati da eventuali tasse di soggiorno applicate dai Comuni nel quale l’alloggio è situato. Ciò detto, per quanto riguarda gli obblighi del proprietario di una “Calut” esso dovrà, per concedere la locazione del proprio immobile, sottoporre al cliente un contratto di locazione turistica regolato dalle disposizioni del codice civile in tema di locazione (Art. 1571 e successivi del Codice Civile).

Il contratto di locazione turistica dev’essere redatto in forma scritta, a pena di nullità. Se la locazione ha durata inferiore a 30 giorni non vi è però l’obbligo di registrare il contratto. La durata del contratto è lasciata alla libertà contrattuale delle parti, ma devono comunque sussistere le esigenze abitative di svago e utilizzo nel tempo libero. Dal punto di vista legale non è previsto il pagamento di alcuna caparra, ma è d’uso comune richiederla. La quota di caparra in percentuale al canone di locazione può essere concordata liberamente fra le parti.  Non vi è nessun obbligo imposto dalla legge di versare una cauzione; viene però di norma richiesta dal locatore, all’ atto della consegna dell’immobile per eventuali danni che il conduttore dovesse procurare.

 

 

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